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Da Savile Row a Fashion East, ecco il Sunday della LFWM

Tutti gli occhi (e gli obiettivi) saranno puntati su di lui, almeno quanto sulla collezione che aprirà alle 9 la seconda giornata del menswear londinese. E non potrebbe essere altrimenti, quando ti chiami David Beckham e dopo anni di gloriosa carriera nel mondo del calcio, decidi di seguire tua moglie nel fashion system, acquistando un marchio che affonda le radici nella prima metà del Novecento. Kent & Curwen infatti è stato fondato per la precisione nel 1926 da Eric Kent e Dorothy Curwen e ha contribuito a definire lo stile britannico del 20° secolo. Basta pensare all’iconico maglione da cricket introdotto negli anni ‘30. Kent & Curwen ha legato il suo nome a importanti club ed eventi sportivi, ma era molto apprezzato anche dal principe di Galles e dal duca di Kent. Un marchio, sinonimo di eccellenza, allora come adesso, per l’utilizzo di tessuti pregiati, le linee classiche, maschili, ma che guarda anche alle nuove generazioni senza tradire il suo heritage.

Chiamarlo designer, forse è riduttivo. Hussein Chalayan è un artista nel significato più ampio del termine, che dal 2003 ha diretto anche film d’arte e installazioni, partecipato ad importanti mostre al Victoria and Albert Museum di Londra, al Kyoto Costume Institute, al Palais du Louvre di Parigi, al Metropolitan Museum of Art e al MOMA di New York. E uno dei pochi stilisti che ha avuto mostre personali acclamate dalla critica al Musee des Arts Decoratifs di Parigi, al Contemporary Art Museum di Tokyo, al Modern Museum di Istanbul e al Design Museum di Londra. Dove ha iniziato a farsi conoscere come narratore di moda, dove lo ritroveremo domenica a mezzogiorno osservando le sue narrazioni dal taglio impeccabile, il design innovativo e un’innata eleganza. Quella che ha stregato celebrità come Marion Cotillard, Tilda Swinton, Cate Blanchett, Katy Perry, Cameron Diaz, Olivia Palermo, Roisin Murphy, Jennifer Lopez, Rihanna, Eva Longoria, Bjork, Lady Gaga.

Vedremo la formazione e le radici di Lou Dalton nella nuova collezione che la stilista (una delle poche donne nel menswear britannico) presenterà alle 13:30. Elementi, che contraddistinguono i capi di Lou, che non ha dimenticato i dettami del sarto, da cui sedicenne andò ad imparare i rudimenti del mestiere, prima degli studi al Royal College of Art. Come la sua terra d’origine, lo Shropshire, continua fonte di ispirazione al pari delle figure maschili di riferimento nella sua vita: il padre e il compagno. Gli outfit della Dalton però non scivolano mai nella nostalgia. Al contrario, esibiscono un taglio brillante. Per uomini contemporanei.

Il fashion Sunday londinese si avvia alla conclusione con lo show più atteso di tutta la manifestazione: Fashion East. Un incubatore di talenti senza scopo di lucro, fondato nel 2000 da Lulu Kennedy e The Old Truman Brewery con l’obiettivo di lanciare designer emergenti. Negli anni Fashion East ha centrato il suo scopo dando il via alle carriere dei migliori stilisti del Regno Unito. Penso a Kim Jones, neo direttore creativo del menswear Dior, a JW Anderson, al designer di Iceberg James Long, come a Charles Jeffrey Loverboy o a Craig Green. Domenica alle 19 per il menswear AW19 vedremo sfilare le collezioni di tre nuovi talenti: Mowalola, Robyn Lynch e Stefan Cooke. Diretto da Cooke e da Jake Burt è già alla terza collezione per Man a poco più di un anno dal Masters alla Central Saint Martins. Il fashion system gli ha spalancato le porte, apprezzando la caratteristica principale dei suoi outfit: le tecniche tessili utilizzate per produrre i capi. Stessa scuola, la Central Saint Martins, stesso anno di laurea, il 2017, stessa partenza sprint con collaborazioni importanti, per Mowalola Ogunlesi. Che si distingue per esaltare il lato sexy dell’abbigliamento maschile fin da “Psychedelic”, la collezione di laurea con cui ha reso omaggio alle sue radici nigeriane. Guarda invece alla verde Irlanda Robyn Lynch, appena uscita dall’Università di Westminster e come Mowalola al debutto a Fashion East.

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