Fashion

Craig Green, marchi classici ed emergenti: gran finale per la LFWM

Un evento di culto, senza ombra di dubbio, come uno dei suoi capi iconici la Worker Jacket. Il fashion show di Craig Green, che aprirà alle 10 l’ultima giornata della fashion week londinese, è atteso con trepidazione dal mondo della moda. Corteggiato dai media, amato dai buyer, le sue collezioni vengono vendute nelle più prestigiose boutique e department store internazionali. Sembrano lontani i tempi in cui il designer britannico era un talento emergente di Fashion East. Il padre idraulico e la madre infermiera hanno profondamente influenzato lo stile delle sue collezioni, che si sviluppano esplorando i concetti di uniforme e di utility, giocando sui volumi e sulle silhouette. Come abbiamo potuto apprezzare durante la scorsa edizione di Pitti Uomo, in cui Craig è stato invitato come Guest Designer. Uno dei numerosi riconoscimenti tributati allo stilista, come il terzo British Menswear Designer di fila appena conquistato ai British Fashion Awards 2018.


La mattinata prosegue con la presentazione alle 11:30 della collezione di un marchio storico del Regno Unito: Barbour. Quest’anno celebra il suo 125 anniversario rimanendo un’azienda a gestione familiare, che continua ad ispirarsi ai valori unici della campagna britannica. Il suo pezzo iconico è sicuramente la giacca di cera, ancora fatta a mano nella fabbrica di Barbour a South Shields. Lì, dove il sogno del fondatore John divenne realtà, fornendo cerate ai marinai, ai pescatori e ai portuali.


La visione del marchio Oliver Spencer coincide esattamente con quella dell’omonimo designer che l’ha fondato nel 2002. “Quality needn’t mean formality; casual needn’t mean careless”. Una filosofia, che ritroveremo nella collezione che alle 13 sfilerà in passerella. Caratterizzata da capi di ottima qualità e impeccabile taglio sartoriale, ma dallo stile moderno e rilassato. Qualità, che si ritrova anche nella provenienza di tessuti e filati, acquistati solo da mulini artigianali britannici e italiani. Come la produzione, che avviene unicamente nelle migliori fabbriche e laboratori europei. E circa il 40% proprio in Inghilterra.


Dopo la presentazione di Barbour, ecco alle 13:30 quella di un altro marchio classico di lifestyle britannico: Belstaff. Fondato nel 1924, a Stoke-on-Trent, nello Staffordshire, deve la sua fama all’invenzione del primo cotone cerato resistente all’acqua. Non a caso, il suo capo iconico è la classica giacca a quattro tasche con cintura di cotone cerato resistente all’acqua. Belstaff rimane un marchio molto amato (e indossato) da personaggi di ieri (T.E. Lawrence, Amelia Earhart e Che Guevara), come di oggi (David Beckham, Ewan McGregor, Jamie Campbell-Bower, Kristen Stewart, Rihanna, Jemma Kidd e i piloti britannici Max Chilton e Sammy Miller).


Saranno tre brand emergenti a chiudere le passerelle londinesi: Paria Farzaneh, Delada e Feng Chen Wang.
Ci sono forti riferimenti alla cultura iraniana negli outfit disegnati da Paria, acclamata dalla stampa fin dalla sua prima collezione nel 2017, introdotta da una presentazione in stile guerriero. Influenze apprezzate anche da Converse, con cui continua attivamente a collaborare.

Mentre per Delada, marchio di Lada Komarova, il paese chiave è la Russia, meglio l’URSS, poco prima della fine del socialismo. Si scorgono echi della vita rurale, come i viaggi fatti da bambina, reinterpretati in chiave moderna.

Definisce “audace, futuristica e strutturata” l’estetica del suo marchio omonimo Feng Chen Wang. Stilista, che dal debutto ad oggi ha disegnato cinque collezioni dal carattere unisex e funzionale e portato avanti collaborazioni con Levi’s e Converse.

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