Fashion

Benvenuti nel mondo di Haculla: il fashion show di arte dark

Arte e moda si fondono in Dogana in uno show dissacrante, anticonformista con spruzzi di bomboletta dark firmati Haculla. Sarebbe riduttivo infatti chiamare semplicemente sfilata l’evento andato in scena giovedì 10 gennaio a Pitti Uomo nell’ambito del progetto speciale “Art-Meets-Fashion”, in cui il direttore creativo Jonathan Koon ha presentato la collezione AW 19.

Jon Koon ci ha fatto vivere un’esperienza a tutto tondo, spalancandoci la porta del mondo Haculla. Il brand di luxury streetwear fondato nel 2014 insieme all’artista di strada venezuelano Harif Guzman. Ha esteso allo show l’intuizione avuta sei anni fa, quando aprì Private Stock, il laboratorio e negozio di abbigliamento al 76 di Wooster Street nell’ex Factory di Andy Warhol, a SoHo, New York. Ci sono voluti due anni di lavori di ristrutturazione per dar vita ad uno store inedito, dove il cliente potesse “acquistare”, oltre al singolo capo di abbigliamento, un’esperienza vissuta con tutti e cinque i sensi. Come noi, circondati da enormi pannelli che riproducono i graffiti di Harif, realizzati in questa occasione con il supporto degli studenti del Polimoda.

Vere e proprie opere d’arte dal valore altissimo: basta pensare che solo un pannello di modeste dimensioni arriva a costare $150.000. Mentre la passerella è stata lasciata volutamente polverosa e macchiata dalla vernice utilizzata per realizzare i murales.

Trasportati metaforicamente lungo le strade newyorkesi, vediamo sfilare degli “zombi”, impersonati dagli stessi studenti del Polimoda, fra gigantesche statue di cartapesta colorata. Indossano l’intero repertorio streetwear: dalle felpe ai jeans, dalle tute alle sneakers, su cui campeggiano le opere d’arte di Guzman create appositamente per questa capsule. Come disegni di ossa da morto dipinte di bianco, scheletri, sangue che cola, denti di vampiri. L’iconografia da notte di Halloween si unisce alla simbologia propria di Haculla con occhietti e bocche di vampiro. Più qualche spruzzo di logomania.

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