Fashion

La Haute Couture Chanel sboccia al Grand Palais

Sotto le vetrate del Grand Palais si schiude davanti ai nostri occhi un incantevole giardino all’italiana tra palme, arance e fiori. Che ornano i capelli di queste mademoiselle, ne impreziosiscono gli abiti. Talvolta ricamati, altre volte applicati. Frutto delle sapienti mani degli atelier di rue Cambon 31. Il cuore dei Métiers d’Art Chanel, dove Coco stabilì la sua maison nel 1918. Ora, come allora, tutto viene cucito a mano per ore. Fino a 1500 ne occorrono, per un abito dal morbido corpetto, che avvolge, senza ingabbiare, il corpo femminile, secondo i voleri di Gabrielle.

Karl Lagerfeld nella Haute Couture SS 19 rivisita l’iconico completo in tweed, caro alla fondatrice della maison. Il tailleur scivola oltre i fianchi, la gonna arriva alle caviglie, ma lascia intravedere le gambe, come nella collezione che ha calcato le immaginarie sponde della Senna. A Villa Chanel però Lagerfeld ha disegnato l’ampio spacco che si apre sul davanti, non lateralmente. Tornano le immancabili finiture intrecciate, il tulle, le piume, che adornano il lungo abito indossato da Kaia Gerber. Il grigio chiaro dei marciapiedi parigini lascia il posto a colori pastello dal rosa al bianco. È primavera intorno allo specchio d’acqua di Villa Chanel: i boots con tacco a stiletto diventano di raso e scoprono il tallone. Sandali tempestati di cristalli accompagnano la falcata di Vittoria Ceretti, che scintilla in un’allure argentata dalla testa ai piedi. Mentre Mina canta “Parole, parole, parole”.

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