Fashion

31, Rue Cambon: un viaggio nell’Haute Couture Chanel

Abbiamo parlato di atelier e savoir-faire. Ma dove è stata creata la collezione che ha sfilato a “Villa” Chanel, la più antica maison di Haute Couture ancora in attività? Andiamo a scoprire come i bozzetti, pardon, i croquis di Karl Lagerfeld si trasformano in sogni “indossabili”. Appuntamento al 31 di rue Cambon, dove Coco stabilì la sua maison nel 1918. Attraversiamo la Senna e dirigiamoci verso place de la Concorde, continuiamo su rue Royale e dopo poche centinaia di metri svoltiamo a destra su rue Saint Honoré. Un’occhiata rapida alle vetrine griffe, prima di prendere place Vendôme. La nostra meta è vicina, solo rue des Capucines ci divide dagli atelier Chanel.

Eccoci finalmente in rue Cambon, una strada risalente al XVIII secolo, che prende il nome da un famoso rivoluzionario francese eletto alla Convenzione Nazionale. Qui Gabrielle nel 1910 aprì il suo negozio di cappelli: si leggeva “Chanel Modes” sull’insegna al numero 21 della rue parigina molto alla moda nella prima metà del Novecento. Bisogna aspettare 8 anni e il successo come modista, perché Coco trasferisca il suo negozio al 31, acquistando l’intero edificio. Per trasformarlo in una boutique davvero innovativa per l’epoca: non solo abiti, cappelli e accessori, era possibile acquistare anche il suo iconico profumo “Chanel numero 5”, gioielli e altri prodotti di bellezza.

Saliamo la scalinata rivestita di specchi, dove la fondatrice della maison amava sedersi per “sbirciare” di nascosto le clienti alla presentazione dei suoi abiti, che aveva luogo nella grande sala al primo piano dell’edificio. Oltrepassato il secondo piano, l’appartamento di Coco, continuiamo a salire gli scalini fino al terzo. Lì è ubicato lo studio di Karl Lagerfeld e gli atelier. Due chiamati “flou”, perché preposti alla lavorazione dei tessuti delicati (tulle, organza, chiffon e pizzo), altrettanti sono gli atelier “sartoriali”. A cui si affianca un atelier più piccolo specializzato in decorazioni e rifiniture: il “galon”. Nello studio Karl Lagerfeld dal 1983 disegna gli schizzi degli outfit, che vengono interpretati dalle première, ovvero dalle sarte a capo di ogni atelier. La prima interpretazione dell’abito si materializza su una toile in cotone, e solo dopo diverse prove, viene realizzata nel materiale scelto e ricamata. Ore e ore di meticolosa lavorazione scandiscono il lavoro delle sarte al 31 di rue Cambon, fino al grande giorno. Quando sui volti traspare l’emozione di vedere le loro “creature” sfilare sotto le vetrate del Grand Palais. Ma non c’è tempo per i festeggiamenti, il giorno successivo infatti le clienti vengono ricevute su appuntamento nei saloni, dove dispongono dei manichini con le loro misure esatte. Il lavoro delle première riprende, per dare vita ai sogni.

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